giovedì 15 gennaio 2009

Cronache dall'ItaliaFilmFest: La Terrazza di Ettore Scola

Ed ecco, come promesso, alcuni aggiornamenti.
Questa mattina mi sono davvero emozionata.
Ho provato l'emozione di assistere ad un film che è un'opera d'arte, e come opera d'arte è anche storia, ma anche rarità. Di buona lena mi sono svegliata, sfidando il mio bisogno cronico di dormire almeno otto ore, diretta ad un cinema in centro, la proiezione iniziava alle 9. Traffico, biglietto, bus, decine di persone che vanno al lavoro e una sottile contentezza perché io non stavo andando al lavoro, fuggivo clandestina, perché avevo una missione molto importante da compiere, come i miei eroi del cinema ;).
Sorriso stampato, bus, fermata, scendo, lungomare, cinema, entro, buio, titoli, inizio.
Prendo posto velocemente, non sono mai andata al cinema così presto, ho ancora sonno, mi stropiccio gli occhi, sbadiglio, è strano, di solito il cinema è riservato alla sera, o peggio, alla notte, quando una giornata è ormai andata, quando siamo anche troppo stanchi, eppure ci suscita emozioni.
Il cinema alle nove di mattina è...il tuo spirito e la tua anima che respirano.
La tua anima, sgombra di pensieri e sensazioni, è pronta ad assorbirne come una spugna, il tuo spirito, librato, è pronto a farsi ispirare. E il buio è strano... Il cinema alle nove di mattina è un'altra cosa.
Scorrono le immagini de "La Terrazza" di Ettore Scola, sullo schermo Mastroianni, Gassman, Tognazzi ed un cammeo di Ugo Gregoretti ed un altro della Sora Lella, tutti insieme, tutti a recitare un ruolo diverso dal solito, come Scola amava fare: far recitare Mastroianni non nel ruolo scontato del latin lover, ma nel ruolo del marito abbandonato, Gassman non nel ruolo dell'uomo padrone di sé, ma nel ruolo dell'insicuro e indeciso.
E così lui "legge" l'Italia di quegli anni, che in parte è anche l'Italia di adesso, certe cose, si sa, sono dure a cambiare.
Quando il film finisce, il direttore del Festival, Laudadio, invita Ettore Scola a salire sul palco, in parte aveva assistito alla proiezione, e io penso che sono una privilegiata, perché in quella sala buia ho appena visto un grande film, avendo la fortuna di condividere quel buio con il suo stesso regista!
E poi un'altra rivelazione, la copia de La Terrazza, appena proiettata, è una copia unica, ritrovata per caso, quando il film sembrava perso per sempre. E poi lui, Ettore Scola, sale sul palco e si vede che non gli piace parlare, è molto riservato, e lassù proprio non gli piace stare.
Però parla, dell'importanza dei macchinisti, dei costumisti, di coloro che il film lo fanno, realizzando materialmente l'idea che, solo un momento fa, era nella testa del regista e ora, grazie a loro, è sulla scena.
E poi dice che lui, in fondo, ha girato sempre lo stesso film, il messaggio era sempre quello, anche se colto in sfumature, epoche, età, luoghi e personaggi diversi.
E poi parla del cinema, che, come tutte le arti, ha una sua ciclicità, con picchi e pianure, dove i picchi sono il neo-realismo di Rossellini, De Sica, Pasolini.
Ma svela anche che De Sica usava recitare prima per gli attori tutte le parti dei suoi film, e così finiva che nei suoi film tutti recitassero come lui, anche Sofia Loren.
E se si dovesse rimproverare qualcosa? L'unica cosa che si rimprovera è il fatto di non essere stato un picco, di non aver raggiunto le vette, ma di essere stato una pianura, per quanto buona e fertile, ma sempre una pianura.
E' un attimo e sono le tredici, le cose belle finiscono sempre troppo presto.
In sala ci sono ancora Ugo Gregoretti, Michele Placido, e tanti altri che non conosco, ma sono lì, per sentire un maestro.
Esco dal cinema, lungomare, sole, sorriso stampato, traffico, bus, gente che torna dal lavoro, io no e sono felice.
Un pensiero mi attraversa la mente: e allora, se Ettore Scola si considera una pianura, magari anche ciascuno di noi, senza saperlo, perché come lui guarda in alto (e fa bene), nel suo piccolo ha già realizzato (o realizzerà) qualcosa di cui andar fiero, non una vetta, ma una buona e fertile pianura.

2 commenti:

ilmiospazionline ha detto...

Però, deve essere davvero emozionante come dici tu il poter paasare una mattinata in compagnia dei grandi maestri.

Devo ammettere che non sono (ancora?) un grandissimo fan del cinema italiano ma mi hai quasi convinto a ricredermi. Chissà magari leggendo i tuoi prossimi post :-)

wanderlust ha detto...

Eccoti accontentato, altri post sull'ItaliaFilmFest!