domenica 9 novembre 2008

L'ultima curva

Domenica. Pranzo luculliano. Mente sgombra dai pensieri, tranne uno: oggi c'è il Gran Premio di Formula 1. Di solito un ottimo sonnifero (mi perdoneranno gli appassionati) quando non succede proprio niente e il primo a partire è anche il primo ad arrivare.
Ordinaria amministrazione. Ma non oggi.
Non oggi, storia diversa: è l'ultima gara ed in palio c'è il mondiale, con quel Massa che parte dalla prima posizione ed Hamilton nelle retrovie, e l'incognita della pioggia, che possa aiutare noi e svantaggiare gli altri. Non è impossibile.
Non è impossibile penso, mentre partono per il giro di ricognizione e la mia mente vola, per un attimo, ad un anno fa, ultimo gran premio, stessa situazione, Hamilton primo in classifica e Raikkonen che vince, stupendo tutti, il mondiale, grazie ad un evento che non ti aspetti.
Ci ripenso e il primo ricordo è me in Michigan a casa di Sam, con gente di tutto il mondo, ognuno che tifa per un pilota diverso, come mai mi era capitato prima, qui in Italia, of course, tutti tifiamo Ferrari, e non potrebbe essere altrimenti.
E così, mentre il giro di ricognizione va, io mi ricordo della vittoria insperata di un anno fa, dei piloti sul podio e dell'inno italiano che risuona nel silenzio generale della casa, tutti zitti, in segno di rispetto, mentre io, mano sul cuore, canto "Fratelli d'Italia..." con un certo orgoglio, perchè sono in una terra straniera e tutti mi rispettano, grazie alla Ferrari, tutti mi rispettano, "ci" rispettano e ho il loro plauso e la loro ammirazione e io mi sento orgogliosa di essere italiana, ma più di tutto grata a questi ragazzi che con il loro lavoro guadagnano all'Italia il rispetto del mondo.
Finisce il giro di ricognizione e io riemergo dai miei pensieri fiduciosa, "non è ancora detta l'ultima parola" mi ripeto.
Inizio. Una girandola di emozioni, come andare sulle montagne russe delle sensazioni, Massa primo, Massa campione, Hamilton non molla, Hamilton campione.
Ma poi la situazione si stabilizza. Gli ultimi giri sembrano un verdetto già scritto, Massa è primo, ma Hamilton controlla la gara dalla posizione che gli assicura il titolo, tutto sembra scorrere normale, ormai sono rassegnata e rifletto sull'opportunità di continuare a guardare un trionfo McLaren sempre più prossimo o fare qualcosa di meglio della mia domenica pomeriggio.
E mentre sono immersa in questi pensieri ecco l'evento che non ti aspetti, la pioggia!
La pioggia arriva e, inesorabile, scombussola tutto nei Gran Premi. E lo fa anche stavolta, non si capisce più niente, piloti che entrano ed escono dai box, due piloti non cambiano le gomme e restano in pista, rischiando, ma grazie al loro coraggio riescono a mantenere le posizioni di testa, dopo i piloti Ferrari, ma, soprattutto, prima di Hamilton. Manca un giro, se finisce così Massa è campione, è un brivido che mi percorre, un fremito di gioia, che, a malapena, riesco a frenare, ma devo, perchè questo giro è troppo lungo, e un fremito di paura, perchè è un regalo troppo grande vincere così.
E così Massa taglia il traguardo virtualmente vincitore, non solo della gara, ma anche del campionato, ma bisogna aspettare ed è lì, all'ultima curva, che succede: uno dei piloti che non aveva cambiato le gomme perde velocità, viene superato, un problema al motore, rallenta, è l'ultima curva ed Hamilton lo sorpassa e si riprende, proprio all'ultima curva, il campionato.
Dopo quell'ultima curva è il trionfo, non il nostro, unfortunately.
La delusione è bruciante, ma poi penso: in fondo 10 giri fa ero già rassegnata alla vittoria di Hamilton...si ma perdere così...all'ultima curva, quando già assaporavo la vittoria!
Perdere così.
Colpa del caso? Fortuna? Sfortuna?
Mi stupisco a pensare come anche nella vita, a volte, si perda all'ultima curva, senza potersi rimproverare niente, perchè c'è un motore, non il nostro, che si rompe, la pioggia che improvvisamente decide di cadere dal cielo o un tubo della benzina che non vuole staccarsi. Ma noi abbiamo lavorato, come i meccanici della Ferrari, incessantemente, giorno e notte, e non abbiamo nulla da rimproverarci, e per quanto possiamo impegnarci non possiamo controllare tutto, non possiamo governare il mondo.
Andrà meglio la prossima volta, la prossima gara, il prossimo giro, sarà dalla nostra, un'altra volta, l'ultima curva.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bhe. Che dire. Ancora una volta mi stupisco a leggere un tuo post e a trovarmi assolutamente in sintonia con il tuo pensiero.
Voglio vivere così: lavorando con la mia squadra per diventare campione del mondo nel progetto della mia vita insieme alla mia squadra. E se arriva la pioggia non fa niente. Andrà meglio la prossima volta. Prima o poi la pioggia finisce :-)

Roberta ha detto...

Ciao ,volevo contattare qualche italo-americano e girovagando da blog in blog sono approdata qui, abiti tutt'ora in America oppure ho preso un granchio ???? Comunque piacere di conoscerti!!!
Se vuoi vieni a trovarmi, mi farebbe piacere, ciaooooooooooo...
Roby.

wanderlust ha detto...

Ciao Roberta,
sono tornata in italia da un po', ma non so per quanto ci resterò. Ho passato 7 mesi in america, molto intensi, come, spero, emerga dai miei post.
Torna a trovarmi!